Confcommercio contro l’uso della tassa di soggiorno per pagare i costi del sistema dei rifiuti

Nel confronto con il Comune e l’Amiu, l’associazione chiede raccolte più puntuali, riduzioni della tassa sui rifiuti per le attività virtuose e garanzie sull’impiego delle risorse generate dal turismo

Le imprese si dicono pronte a collaborare per migliorare la raccolta differenziata e il corretto conferimento dei rifiuti, ma chiedono in cambio un servizio efficiente, adeguato alle esigenze delle attività economiche e capace di riconoscere concretamente chi rispetta le regole. Confcommercio Genova pone inoltre un limite netto: le entrate dell’imposta di soggiorno non devono essere utilizzate per coprire i costi del sistema dei rifiuti.


La posizione è stata illustrata durante un incontro nella sede dell’associazione, convocato per approfondire le modalità di conferimento da parte delle utenze non domestiche. Al confronto hanno partecipato l’assessora comunale all’Ambiente Silvia Pericu e il direttore generale dell’Azienda multiservizi e d’igiene urbana Roberto Spera.

Il presidente di Confcommercio Genova Alessandro Cavo ha assicurato la disponibilità delle categorie economiche a partecipare a iniziative di informazione e formazione, sottolineando però che la collaborazione non può procedere in una sola direzione.
«Le imprese sono disponibili a migliorare ulteriormente le proprie pratiche di conferimento, ma chiedono un servizio puntuale ed efficiente e una tassa sui rifiuti che riconosca concretamente l’impegno di chi opera nel rispetto delle regole», afferma Cavo.
Il principio sostenuto dall’associazione è che le attività capaci di differenziare correttamente, ridurre la produzione di rifiuti e adottare comportamenti virtuosi debbano ottenere un beneficio economico reale. Confcommercio chiede quindi al Comune di rafforzare il sistema degli incentivi e di aprire un confronto sulla revisione dei criteri applicati alla tassa sui rifiuti.
Per l’associazione, non sarebbe sufficiente chiedere agli operatori commerciali di rispettare procedure sempre più rigorose senza introdurre meccanismi premianti. Chi contribuisce a migliorare la qualità della raccolta e limita gli errori nel conferimento, sostengono i commercianti, dovrebbe essere messo nelle condizioni di sostenere costi inferiori.
Una parte rilevante del confronto ha riguardato l’organizzazione quotidiana del servizio. Durante l’estate, con l’aumento delle temperature e il maggiore afflusso di persone in centro città e nel levante, ristoratori, ristoratori e operatori turistici segnalano difficoltà legate agli orari dei passaggi, alla capacità degli ecopunti e alla permanenza dei rifiuti in strada.
Secondo l’associazione, «il caldo accelera la decomposizione dei materiali organici e può aggravare la presenza di cattivi odori e problemi igienici. Per le attività della ristorazione e dell’alimentare, in particolare, ritardi o irregolarità nella raccolta possono produrre conseguenze immediate sia all’interno dei locali sia nelle strade circostanti».
Confcommercio ritiene quindi necessario programmare il servizio tenendo conto delle caratteristiche dei diversi quartieri, degli orari di apertura delle attività e dei picchi stagionali. L’impegno richiesto alle imprese, sostiene l’associazione, deve essere accompagnato da un’organizzazione capace di rispondere alle necessità operative reali.
Il punto sul quale la posizione appare più rigida riguarda l’ipotesi di utilizzare una parte dell’imposta di soggiorno per finanziare la gestione dei rifiuti. Confcommercio respinge questa possibilità, ritenendo che le entrate generate dai pernottamenti debbano restare destinate alla promozione turistica, all’accoglienza e al miglioramento dell’attrattività cittadina.
«Le risorse prodotte dal turismo devono continuare a essere reinvestite per sostenere l’attrattività di Genova e migliorare l’accoglienza», dichiara Alessandro Cavo. Secondo il presidente, utilizzare quei fondi per coprire altre spese significherebbe sottrarli a un comparto considerato strategico per l’economia cittadina.
La questione interessa direttamente alberghi, strutture ricettive e operatori che riscuotono l’imposta per conto del Comune. Per Confcommercio, il gettito deve essere percepito come uno strumento destinato a migliorare l’esperienza dei visitatori, i servizi turistici, la promozione e la qualità degli spazi maggiormente frequentati.
L’associazione non chiude invece alla possibilità di discutere una revisione più generale del modello organizzativo della raccolta. La disponibilità riguarda sia le modalità operative sia le soluzioni capaci di contenere progressivamente i costi sostenuti da famiglie e imprese.
L’obiettivo dichiarato non è aprire uno scontro con Palazzo Tursi o con l’azienda incaricata del servizio, ma arrivare a un sistema nel quale responsabilità e benefici siano distribuiti in modo più equilibrato. Le attività economiche, ribadisce Confcommercio, sono pronte a rispettare le regole e a migliorare la differenziazione, purché il servizio garantisca puntualità, pulizia e condizioni igieniche adeguate.
«Non vogliamo alimentare contrapposizioni, ma contribuire a costruire un sistema che funzioni meglio», conclude Alessandro Cavo. «Le imprese sono pronte a fare la propria parte, ma chiedono che anche il servizio sia all’altezza e che l’impegno concreto venga riconosciuto nell’interesse di tutta la città».
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